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comunicazione e grafica

Elementi di grafica per principianti

di Shira Violi
5 Settembre 2019

Ovvero: come evitare l’effetto “pizzeria al taglio”

Dopo una lunga giornata di lavoro, piena di riunioni inutili, telefonate moleste e clienti improbabili, arrivi a casa e, mentre cerchi le chiavi, ti cade l’occhio sulla cassetta della posta.

Piena di volantini pubblicitari, come sempre.

Una massa di carta tale che, se piovesse, si trasformerebbe in un tronco di cartapesta, per sempre incastonato nella tua cassetta e rimovibile solo con un bel flessibile.

Almeno i suoi mille colori e mille font lo renderebbero un oggetto quasi decorativo, perché a noi grafici piace un sacco mescolare i colori, i font e i succhi gastrici dei malcapitati inquilini.

Ovviamente non è vero.

Sono i “cuggini” di turno, non professionisti “che però c’hanno fotosciop”, che adorano mescolare colori e font a caso, e lo fanno con una meticolosità che ha dell’incredibile.

In mezzo a questo “mazzo” di volantini ne trovi uno particolarmente ansiogeno, probabilmente di una pizzeria al taglio (solitamente sono i “migliori”):

  • Sullo sfondo un meraviglioso tramonto, tutto sfocato che…ah, no… É un forno a legna… …forse?!
  • Il nome della pizzeria è scritto in rosso, con un font ciccione, con un’ombra, con un bordo giallo, di traverso, sopra a un flash ancora più giallo, con 5 punti esclamativi!!!!! Grandissimo.
  • I gusti di pizza sono scritti in corsivo marrone, tipo partecipazione di matrimonio, piccini-picciò perché ce ne devono stare trentordicimila, anche quella col sushi e l’ananas.
  • Sempre i gusti di pizza sono scritti su una pergamena in papiro del Nilo con i bordi frastagliati e ingialliti dal tempo, o forse dal fuoco che brucia alle loro spalle, sullo sfondo.
  • In fondo al volantino, cercano di non soffocare l’indirizzo e il numero di telefono, scritti in blu, su una bella bandina rossa che (ovviamente!) proietta un’ombra ortogonale sul fondo forno-a-legna-appannato.
  • Tutto il volantino è costellato di meravigliosi flash, tipo spettacolo pirotecnico del Santo Patrono, con frasi da baci Perugina: “Anche da Asporto!!”, “Vieni a trovarci!”, “E la cocacola te la regalo io!!”, “Vera mozzarella di vera bufala!”…ecc…

Ora, se sei un essere umano nella norma, hai già il singhiozzo.

Il senso di nausea si impossessa di te e l’unica cosa di cui hai voglia è un bel Maalox, altro che “pizza sushi e ananas”.

Purtroppo l’effetto “pizzeria al taglio” è molto diffuso, anche in ambiti professionali in cui la chiarezza e l’immediatezza della comunicazione sarebbero fondamentali.

Questo capita quando, nell’illusione di poter risparmiare, si affidano la comunicazione e la cura dell’immagine aziendale ai “cuggini” di turno: il risparmio economico nell’immediato è indubbio, ma l’inefficacia comunicativa, a lungo termine, porta danni che sono incalcolabili.

A questo punto devo proprio chiedertelo:

il tuo materiale comunicativo (catalogo, brochure, sito, ecc…)
soffre della “sindrome da pizzeria al taglio”?

Cerca di essere obiettivo nel giudizio.

Se si, proverò a darti qualche dritta per migliorare la tua comunicazione ed evitare di provocare la nausea nei tuoi potenziali clienti.

(A meno chè tu non venda Maalox… in tal caso complimenti, ottimo lavoro!)

Regola n. 1

Limita il numero di colori nella tua comunicazione a 3, compreso il nero delle scritte.

NON è una regola scientifica e universale ma, se non sei un esperto nel settore grafico, ti aiuta a mantenere chiarezza e pulizia.

Regola n. 2

Attenzione agli accostamenti di colore!

Internet è pieno di strumenti per aiutarti a trovare gli accostamenti cromatici migliori.

Quelli più utili ed efficaci sono sicuramente i “colors generators”, ovvero pagine in cui puoi scegliere un colore di base e generare automaticamente una gamma di accostamenti “sicuri”.

Scegli dei colori che ti rappresentino o che aiutino a comunicare le tue caratteristiche principali.

N.B. : Evita di utilizzare testi rossi su sfondi blu o verdi, e viceversa, perché risultano estremamente fastidiosi per l’occhio umano. Questo effetto, chiamato “cromostereopsia”, se non utilizzato in modo appropriato, rischia di rendere illeggibili e inefficaci i tuoi contenuti.

Regola n. 3

Limita il numero di font a 2 (con relative varianti).

Come per i colori, non è una legge. Ci sono comunicazioni meravigliose, create da grafici esperti, che utilizzano un grande numero di font… ma Roma non fu costruita in un giorno: comincia con il rendere il più semplice e chiaro possibile ciò che vuoi raccontare o descrivere.

In questo articolo il mio collega Mauro può aiutarti nella scelta.

Anche per i font, se non ti vuoi avventurare nella giungla di Serif e Sans Serif, ci sono strumenti molto efficaci, uno su tutti è Google Fonts.

Google, oltre a mettere a disposizione una serie ben assortita di famiglie di font gratuite, aiuta anche l’utente medio a creare abbinamenti con suggerimenti mirati.

N.B. : MAI, MAI utilizzare il Comic Sans. Nemmeno se si tratta dell’invito alla festicciola di compleanno di tuo figlio. Se possibile, infastidisce più della cromostereopsia.

Regola n. 4

Stabilisci un ordine di importanza in ciò che vuoi comunicare.

Tu mi dirai: “tutto quello che voglio comunicare è importante!”

Ti rispondo con il segreto di Pulcinella: se dai risalto a tutto, non metti in evidenza niente.

È come quando si studia un capitolo di storia: non è utile evidenziare tutta la pagina.

Leggi tutto ciò che vuoi inserire nella tua brochure o nel tuo volantino e decidi quali sono le cose più importanti. Anche qui può essere utile darsi un limite di 3, ma non è tassativo.

Quando andrai a preparare il tuo materiale comunicativo saprai già cosa andrà scritto più grande, magari colorato, e cosa potrà invece essere meno evidente.

Ora sei pronto per assemblare i tuoi contenuti in modo semplice e efficace, evitando l’effetto “pizzeria al taglio”, la nausea e, soprattutto, la pizza sushi e ananas!

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